È ormai noto che la religione cattolica sia ricca di riti e regolamenti che prescrivono in modo chiaro e preciso ogni singolo dettaglio che caratterizza le funzioni liturgiche, inclusa la biancheria da dover utilizzare prima, durante e dopo ogni cerimonia. Si tratta infatti di scelte precise, ciascuna con una propria spiegazione e tradizione secolare alle spalle.

Biancheria per altare: a cosa ci si riferisce?

Quando si parla della biancheria per altare, spesso si pensa soltanto alla semplice tovaglia, ma il termine in realtà racchiude molti più elementi. Esso include anche il corporale, il manutergio, il purificatoio e la palla copricalice, che insieme formano i lini usati dal sacerdote, il meglio noto Servizio Messa. Generalmente infatti sono composti di lino e caratterizzati da un colore bianco candido, con ben poche decorazioni, tranne che per la palla copricalice usata dal sacerdote per tenere coperto il calice durante la Santa Messa. Tipicamente questa è realizzata in seta colorata a seconda del tempo liturgico, con ricchi fregi e ghirigori e inserti in oro.

Il corporale, il più antico di tutti i paramenti, prende il nome dal fatto di trovarsi in stretta vicinanza al corpo di Cristo durante la Santa Messa, ed è costituito da un quadrato di lino piegato e con delicati ornamenti o merletti sui bordi, sul quale subito prima della celebrazione eucaristica viene posta la patena contenente l'ostia.

Il Purificatoio è invece un panno dalla lunghezza variabile tendenzialmente di lino usato dal sacerdote per ripulire il calice e asciugarsi le labbra dopo aver preso il sorso durante la comunione.

Infine il manutergio, sempre in lino, altro non è che la stoffa con cui il celebrante si asciuga le mani dopo l'abluzione.

Ovviamente la tovaglia da altare è indispensabile e generalmente ne sono presenti ben tre, tutte di puro lino, che devono andare a coprire per intero la mensa. Questo numero è dovuto tentativo di evitare ad ogni costo che, nel corso della Santa Messa, il vino che rappresenta il sangue di Cristo possa rovesciarsi e impregnare l'altare. Possono presentare ornamenti variabili, da ricami a merletti a decori particolari, ma non devono mai essere eccessivi e devono mantenere sempre una linea di sobrietà.

Pro e contro dei diversi materiali della biancheria per altare

Fino a non molto tempo fa vi era quasi una imposizione che prevedeva necessariamente l'utilizzo del lino o, in sua assenza, della canapa per i tessuti da adoperare durante la Santa Messa. Addirittura, quando si rendeva necessario l'uso del cotone, questo poteva essere concesso soltanto in via del tutto eccezionale dal Papa o da un altro superiore ecclesiastico. Attualmente le cose sono molto cambiate e si possono non di rado trovare paramenti in cotone o misto lino.

I diversi tessuti hanno, ovviamente, diverse caratteristiche che possono far optare la scelta verso l'uno o l'altro. Indubbiamente vi è una spesa maggiore per il lino, elemento che però viene ripagato dalla maggior resistenza e dalla minore usura rispetto al cotone. Quest'ultimo, d'altro canto, è nettamente più semplice da lavare e ripulire, mentre il lino richiede una manutenzione più attenta e accurata che non sempre è possibile.

Il lino però, oltre a richiamare una sensazione di sacralità e di tradizione, è anche caratterizzato da un miglior impatto visivo e apposite decorazioni possono solo impreziosirlo ulteriormente. La scelta quindi richiede diverse valutazioni, con l'obiettivo finale di rendere al meglio omaggio al cattolicesimo.