Il crocefisso, emblema iconografico della religione cristiana, in pochi e semplici elementi racchiude e porta con sé il messaggio profondo della cristianità: rinunciare a noi stessi, donandoci agli altri fino a dar loro la vita, per amore.

Un messaggio, puro, che va ben oltre la sua origine religiosa, divenendo col tempo monito di qualsiasi insegnamento, anche di matrice laica. 
Oggi, il crocefisso rappresenta l'intero mondo occidentale ed il pensiero che lo caratterizza, e le sue chiavi di lettura interpretative non sono più univoche, ma molteplici.

L'origine del crocefisso e la sua storia

Il crocefisso è la rappresentazione, più o meno ricca di particolari, della passione e crocefissione di Gesù Cristo.
La sua composizione classica è fatta di una croce di tipo latino sulla quale è appeso un corpo maschile semi-nudo, il capo cinto da una corona di spine e reclinato sulla spalla, le mani ed i piedi inchiodati alla croce, il costato ferito e trafitto. All'altezza della testa compare la scritta I.N.R.I. che è il Titulus Crucis.
Nei secoli molti artisti lo hanno celebrato nelle loro diverse forme, oltre alla scultura, infatti, il crocefisso trova rappresentazioni eccellenti anche nelle opere pittoriche dei grandissimi della storia, nelle più svariate - loro - versioni interpretative, a partire da Giotto, Cimabue, Michelangelo e Donatello fino agli artisti moderni e contemporanei come Gauguin, Fontana, Bacon, Chagall, Dalì solo per citarne alcuni.

Oggi il crocefisso è considerato uno dei simboli iconografici più utilizzato dalla comunicazione in ogni una espressione e la sua presenza è sempre più capillarmente diffusa; oltre ai luoghi di vocazione religiosa, infatti, ad ospitarlo sono gli edifici privati e anche pubblici, primi fra tutti le scuole.

L'origine del crocefisso nelle scuole risale all'anno 1857 quando, con la cosiddetta legge Lanza si sancisce l'istituzione dell'educazione religiosa nelle scuole pubbliche che - si legge - deve essere coadiuvata dalla presenza di elementi di arredo particolarmente significativi e pregnanti. Pur non comparendo in modo esplicito il termine crocefisso, il riferimento al simbolo principe della religiosità cristiana è inequivocabile. A questo atto normativo, faranno seguito altri negli anni successivi che si limiteranno a ribadire quanto già stabilito senza ancora parlare di crocefisso in modo esplicito, per questo bisognerà attendere fino all'8 aprile 1923 con la circolare del Ministero dell'Istruzione n. 8823. A partire da questa data, ogni atto normativo legiferante in materia legittimerà la presenza del crocefisso nelle scuole pubbliche. Presenza che, però, periodicamente è divenuta, diviene e continuerà a divenire oggetto di accesi dibattiti che vedono schierati ferventi credenti cristiani da un parte e laici intransigenti dall'altra ed in mezzo, a moderare i toni, cittadini indifferenti. Non di rado dai dibattiti si arriva alle aule giudiziarie e pareri e sentenze con regolare costanza arricchiscono la storia sull'origine (e l'evoluzione) del crocifisso nelle nostre scuole. 

La scelta del crocefisso più adatto alle nostre esigenze

Riprendendo la prima definizione legislativa del crocefisso, quella cioè della legge Lanza, possiamo affermare che questo elemento di arredo è estremamente versatile, essendo ri-prodotto in una quantità illimitata di materiali, dimensioni, colori e stili figurativi; scegliere quello più adatto per il nostro ambiente, soprattutto se trattasi di una scuola, richiede una ricerca attenta, meglio se consigliata da esperti di settore.

Il materiale per eccellenza è il legno e questo è facilmente intuibile, richiamando merceologicamente l'origine storica dell'oggetto iconografico; crocefissi in legno sono disponibili in una ampia gamma di varietà, tutte fedeli riproduzioni di forme interpretative dei crocifissi più importanti dell'arte.

Versioni alternative sono quelle prodotte in ceramica, madreperla, resina e vetro-resina. I crocefissi in resina ed in vetro-resina hanno un grande
valore economico e - naturalmente - non solo, attribuibile all'accurato lavoro dell'artista artigiano che li ha prodotti rigorosamente a mano, dalla stampa iniziale alla verniciatura finale. Tra i due materiali è la vetro-resina quello più adatto agli ambienti esterni per la sua elevata capacità di resistere agli agenti atmosferici e questo fa sì che i crocefissi in resina siano preferibili per arredare le nostre scuole ed ogni altro spazio indoor. Anche per questi crocefissi la scelta è ampia.