San Cristoforo rappresenta una delle figure più importanti della tradizione cristiana. Il santo è infatti venerato sia dalla Chiesa cattolica sia da quella ortodossa, e deve la sua fama al martirio subito in Licia, porzione dell’Asia minore, nel 250 circa sotto l’imperatore romano Decio.
La storia di San Cristoforo
La vita di San Cristoforo ha assunto connotati fondamentali per il mondo cristiano orientale ed occidentale, e accenni alla figura del martire sono ritrovabili persino in leggende anglosassoni, afroamericane ed egizie. Tratti comuni e marcate differenze tra una regione e l’altra rendono il culto di San Cristoforo uno tra i più diffusi e celebrati in diverse parti del mondo ancora oggi. Il 25 luglio, giorno in cui in Occidente ricade la festività di San Cristoforo, è dunque divenuta la giornata dedicata alla celebrazione di pellegrini, viaggiatori, viandanti, barcaioli, ferrovieri e pendolari, di cui il santo martire è patrono e protettore.
Il santo venerato dalla Chiesa occidentale a partire dal VII secolo ma soprattutto dopo l’XI e la diffusione della Legenda Aurea di Jacopo da Varazze, ha visto innalzata la sua fama durante il Medioevo. Cristoforo, conosciuto con nome di battesimo Reprobo, sarebbe stato in particolare un omone particolarmente grande, quasi ferino nell’aspetto, che scelse di combattere al servizio dei signori più potenti della terra. Accortosi che questi ultimi temevano tutti Dio scelse di dedicare la propria esistenza appunto a Cristo. La vita di San Cristoforo da quel momento cambiò, e fu interamente dedicata alla predicazione cristiana nell’area della Licia. I commilitoni di Cristoforo non accettarono la conversione dell’omone e per questo lo sottoposero ad una lunghissima serie di torture, tra le quali colpi di mazza e lanci di frecce, senza tuttavia ottenere da lui un sacrificio alle divinità pagane. La leggenda vuole che persino due donne, Nicea e Aquilina, inviate presso di lui per corromperlo, siano invece state convertite dal martire. La tradizione vuole che San Cristoforo sia stato infine decapitato.
San Cristoforo: tra tradizione e leggende
Nel mondo occidentale la preghiera rivolta a San Cristoforo è connessa in particolare con un aspetto importante della leggenda che sta dietro al santo martire. Reprobo poi divenuto Cristoforo pare infatti fosse un traghettatore di fiume. L’uomo, vista la mole imponente, aveva cioè il compito di trasportare viaggiatori e pellegrini da una parte all’altra di un corso d’acqua piuttosto impetuoso e profondo, e privo di ponti o barche che agevolassero il transito. Una notte si presentò sulla riva del fiume un ragazzo, e nell’aiutarlo ad attraversare per la prima volta il grosso Cristoforo ebbe un’esitazione e barcollò sulle gambe. Il giovane una volta passato gli confidò di essere Gesù Cristo, e gli disse che dunque aveva portato sulle spalle il peso del mondo intero. Alcune versioni della storia ipotizzano persino un evidente aumento della corrente del corso d’acqua, resa impetuosa dalla presenza di Cristo. Peraltro in greco lo stesso nome Cristoforo significa colui che porta Cristo, facendo riferimento diretto a questa leggenda. Proprio per tale motivo una statua di San Cristoforo tra le più diffuse e venerate è quella che raffigura il santo che porta sulle spalle un fanciullo.
La preghiera a San Cristoforo non assunse subito caratteri devoti, ma anzi inizialmente fu criticata da figure quali Erasmo da Rotterdam. La Chiesa nel 1639 ridusse la celebrazione del martire ad un culto prettamente locale. Icone, statue e luoghi di preghiera dedicati a San Cristoforo erano presenti sin dal Medioevo in Bitinia, in Sicilia e in altre specifiche zone orientali ed occidentali. Peraltro San Cristoforo ha trovato strada nella tradizione artistica e cultuale bizantina, attraverso affreschi nei quali era presentato come Cinocefalo, ovvero con le fattezze di un gigante. Rimandi al santo sono riscontrabili in Paesi anglosassoni, dove San Cristoforo è menzionato come Iron John o Eisenhans, e anche nella leggenda afroamericana, in cui simboleggia Legba e Gran Bois. Un collegamento piuttosto coraggioso è anche quello che unisce San Cristoforo alla figura divina egizia di Anubi. Come il martire cristiano traghettava i viandanti da una riva all’altra del fiume, così il dio egizio portava le anime dal regno dei vivi a quello dei morti. San Cristoforo ha anche assunto nel corso dei secoli un’importanza crescente come Santo Ausiliatore, ovvero protettore in caso di calamità e grandi incidenti. Molto invocato ad esempio il santo morto in Licia lo era durante le epidemie di peste. Divenuto in epoca moderna il protettore dei viaggiatori, San Cristoforo a partire dagli anni ’30 del Novecento è stato anche proclamato patrono degli automobilisti. Non è raro infatti vederlo raffigurato su portachiavi o carrozzerie di molte automobili.




