L'avvento inaspettato della pandemia ha portato una rivoluzione nel mondo della chiesa con ritorni al passato per il normale svolgimento delle funzioni celebrative. Le normative Covid hanno disposto una serie di misure preventive al fine di limitare il contagio tra cui l'uso della mascherina e il distanziamento fisico.
Tali provvedimenti hanno, pertanto, favorito il ritorno all'impiego delle pinzette eucaristiche per la comunione. Come si evince il passato che ritorna, con il coronavirus la chiesa ha dovuto rispettare il lockdown e subire limitazioni nel contatto con i fedeli.

Pinzette eucaristiche: come cambia la celebrazione della messa, storia e origini delle pinzette

Chi abitualmente frequenta la Chiesa sa bene che tradizionalmente il prete all'atto dell'eucarestia, dopo aver preso lui stesso l'ostia e bevuto il vino a simboleggiare il sangue di Cristo, prende le ostia che simboleggiano il corpo di Cristo, dopo averle benedette, per offrirle ai fedeli.
L'ostia viene praticamente messa in bocca direttamente al fedele oppure nelle sue mani al fine che lo stesso dinanzi al sacerdote lui la metta in bocca.
Questa procedura classica, tuttavia ad oggi non è più possibile, il coranavirus ha imposto il divieto di contatto, pertanto è assolutamente vietato per il prete prendere l'ostia con le mani, le quali secondo i virologi potrebbero essere sede di deposito del virus, così come in egual modo la saliva del credente.Si è pensato, dunque, di ripristinare l'impiego delle pinzette eucaristiche per prelevare l'ostia e consegnarla al fedele nell'atto della comunione.

La storia delle pinzette eucaristiche ha, però, radici antiche vi sono accenni del loro utilizzo già dai primi del XIV secolo ad Avignone in Francia.
Si è parlato di Avignone, ma in realtà le pinzette eucaristiche erano conosciute anche in altre aree, si narra che le stesse fossero impiegate già da Clemente V e Innocenzo IV, per citare i nomi più celebri.
In origine le pinzette eucaristiche potevano essere usate ai fini della comunione non da tutti i sacerdoti ma solo dall'Alto Prelato, ma poi con il tempo questa peculiarità è venuta meno.
Passate alla storia con diversi appellativi: "forcipes, tenacula, furcheta", le pinzette eucaristiche hanno assunto nei secoli diverse forme e dimensioni e sono state realizzate con vari materiali, anche preziosi.
Alcuni modelli sono a tutt'oggi conservati presso il museo di Gerusalemme.
L'esistenza delle pinzette è altresì testimoniato in un affresco attribuito a Caruana presente a Malta in cui vengono raffigurati i sacerdoti nell'azione di offrire la comunione ai fedeli contagiati dalle peste durante l'epidemia.

Pinzette eucaristiche: significato liturgico e utilizzo sanitario

In uno stato pandemico è importante evitare il contatto, in particolare l'uso delle mani fonti di germi, ragion per cui impiegare uno strumento asettico per porgere la comunione ha rappresentato e rappresenta una soluzione liturgica ma anche pratica.
Le pinzette liturgiche sono legate al sacramento della comunione e consentono al fedele, qualunque fedele, anche colui colpito da malattie contagiose, in qualsiasi momento storico, di poter partecipare all'assunzione dell'ostia senza esclusioni.

Non è un caso che le pinzette eucaristiche sono state uno strumento di grande impiego durante altre pandemie passate alla storia con il nome di peste e lebbra.
Lo scopo pratico dunque si univa e si unisce al fine religioso: permettere al credente di godere del sacramento della comunione nonostante le sue condizioni fisiche e potenzialmente contagiose.

Va altresì sottolineato che l'origine delle pinzette eucaristiche oltre ad un valore religioso hanno uno scopo pratico molto importante: avere un attrezzo capace di prendere l'ostia e offrirla al credente senza toccare l'ostia ne tanto meno avere contatti con il fedele.

Le pinzette eucaristiche hanno permesso agli uomini di fede di consentire ai fedeli di condividere il più alto momento della Chiesa: la comunione.
Poter prendere dal calice l'ostia precedentemente riposta con una pinzetta sterilizzata e porgerla al fedele senza toccarla ha permesso alla Chiesa di continuare la propria attività religiosa durante in anni segnati dalla peste, dalla labbra, dalla guerra.