C’è spesso poca conoscenza riguardo a cosa indossa il prete. Gli abiti che indossano i sacerdoti oltre che riccamente decorati e colorati assumono nomi e significati diversi a seconda di vari aspetti. Determinante in tal senso è chiaramente la confessione cristiana di riferimento, ma i vestiti che indossa il sacerdote durante la messa variano anche in base al periodo liturgico, alla ricorrenza sacra e all’uso a cui sono finalizzati. Il termine piuttosto ampio e variegato che viene solitamente utilizzato per indicare tutti i capi d’abbigliamento impiegati dai sacerdoti è quello di paramenti sacri.
Come si chiama l’abito che indossa il sacerdote?
Sono numerosi i nomi usati per chiamare l’abito che il sacerdote indossa quando celebra la messa. Se in Italia si predilige l’utilizzo di un termine quale manto o piviale, dalla Spagna ad esempio proviene il più tradizionale latino mantus, mentre altre realtà europee ricorrono all’uso di un più generico cappa. Proprio a tutela della simbologia forte e molto puntuale che connota quasi tutte le celebrazioni liturgiche è stato introdotto il termine camice liturgico per rivolgersi con precisione a quell’abito che indossa il sacerdote durante la messa. In realtà questo abito è indossato durante tutte le celebrazioni non soltanto dai preti ma pure da diaconi, accoliti e ministranti.
La differenziazione che questo paramento sacro assume è solitamente testimoniata da diverse decorazioni presenti sugli orli o sui bordi dell’abito stesso, o dall’aggiunta di una striscia di tessuto colorata detta casula, stola o pianeta. Tutti questi elementi sono volti ad indicare il grado religioso del celebrante e ad evidenziarne la presenza in occasione di una celebrazione liturgica. Alcuni abiti sono di tale fattura e così ricchi di decorazioni da divenire una volta dismessi dall’uso quotidiano dei veri e propri pezzi da museo, specie se ad indossarli sono state personalità di primo piano all’interno del mondo ecclesiale.
Colori e significati dei paramenti sacri
Chiarito un po’ di più cosa indossa il sacerdote quando celebra la messa, occorre ora concentrare l’attenzione sulle differenze di significato e dunque di colore che i diversi paramenti sacri vanno ad assumere. Prima enorme doverosa caratterizzazione è quella che permette di individuare differenze negli abiti informali di preti, diaconi e ministranti a seconda del loro grado liturgico. I diaconi solitamente indossano le così dette dalmatiche, mentre i sacerdoti hanno a disposizione cotte e manti più decorati. I tessuti variano dal cotone, alla lana e al broccato, passando per soluzioni miste contenenti anche la viscosa, il poliestere o il damasco.
Per quanto concerne i paramenti sacri indossati mentre si celebra una funzione religiosa a dettare la scelta è il significato che questi abiti assumono e simboleggiano davanti ai fedeli. Solennità e bellezza di una veste testimoniano un segno di magnificenza e vicinanza a Dio, oltre che di convinzione e profonda fede nel celebrante. Viceversa la trascuratezza nell’abito può rappresentare in taluni casi una ridotta convinzione del celebrante agli occhi di chi partecipa alle funzioni religiose.
Simbolico e dal profondo significato è pure il colore che assume l’abito o più comunemente la casula apposta sopra di esso. A seconda del periodo liturgico e del tipo di funzione religiosa varia quindi cosa indossa il sacerdote durante la messa. Il camice bianco si impiega per feste quali Natale, Pasqua, matrimoni o celebrazioni sacramentali come battesimi e cresime. Il rosso subentra per ricordare simbolicamente il sangue di Gesù, ed è perciò adoperato il Venerdì Santo, il giorno di Pentecoste o durante la celebrazione dei martiri. Le vesti viola si utilizzano nei periodi di attesa come la Quaresima e l’Avvento, mentre il verde diventa il colore usato nel tempo ordinario. Per commemorare i defunti il sacerdote utilizza poi paramenti sacri di colore nero.
