Spesso si pensa che un culto non sia altro che un metodo codificato per rivolgere una preghiera alla divinità, una serie di azioni fisse grazie alle quali rivolgersi a qualcosa di superiore e intangibile. La verità è che qualunque tipo di culto è molto più di questo e porta con sé una serie di tradizioni e dettagli molto complessi e quasi sempre secolari. È così per ogni religione, monoteista o politeista: ogni azione è scandita da momenti precisi, rituali, gesti convenzionali, usanze e regole.
Un ruolo fondamentale è reso dal vestiario, i cosiddetti paramenti sacri. Così come ci si veste elegantemente per un incontro importante o un evento particolare, anche chi si rivolge direttamente alla divinità è tenuto a presentarsi in abiti diversi da quelli quotidiani, non per forza eleganti, ma necessariamente intrisi di precisi significati simbolici o allegorici. Nella Chiesa in particolare, i sacerdoti o i membri del clero vestono abiti particolari per onorare Dio e contraddistinguere il loro ruolo importante all’interno della comunità religiosa.
La Chiesa Ortodossa, sia greca che russa, utilizza in modo massiccio questi paramenti sacri, sottolineando l’importanza del loro valore allegorico più che simbolico. Durante i riti i sacerdoti indossano i paramenti per distinguere la propria funzione e portano avanti con rifiniture preziose e accessori ricercati tutto il rispetto e l’amore per Dio, che ha sofferto e si è sacrificato per l’essere umano. I paramenti liturgici ortodossi hanno una tradizione antichissima, derivante dal periodo di diffusione del Cristianesimo nell’Impero Romano. Dalle usanze di quei secoli, fatti di persecuzioni e sospetti, ma anche di grande fede, derivano gli attuali abiti liturgici, che nonostante molti punti in comune, come l’uso notevole di dettagli di colore dorato e di ricami pregiati, presentano delle differenze tra tradizione greca e tradizione russa.
I paramenti liturgici greci
Questi abiti sacri sono del tutto in linea con il tipo di culto di riferimento, quello greco. La parola d’ordine, che definisce lo stile generale dei paramenti sacri ortodossi del culto greco e li distingue dalla linea russa, è semplicità. Non bisogna fraintendere, però, semplicità non significa affatto banalità o mancanza di particolari pregiati. Le vesti sacre del culto ortodosso greco sono raffinate, tendenzialmente caratterizzate da un candore che ben si accorda alla positività e sacralità del contatto con il divino, ma anche decorate con dettagli molto preziosi, rifiniture esteticamente stupende e particolari dorati. La stoffa è infatti realizzata con tessuto di broderie, ossia con delle rifiniture fatte meticolosamente con ago e filo, molto raffinate e visivamente magnifiche.
La veste sacerdotale greca ha, così come anche quella russa, si compone di vari elementi, tutti dalla grande eleganza. I principali, anche se non sono tutti quelli esistenti nel culto greco, sono la stola superiore, l’Epigonatio (paramento di stoffa rigida a forma romboidale che si appende a una cinghia in vita), dei soprammaniche, una cinta, un copricalice per il rito eucaristico e il felonio (un paramento simile a un mantello, posto sopra la stola).
Con l’avvento della globalizzazione alcuni negozi online si mettono a disposizione per la vendita di paramenti ortodossi del filone greco.
I paramenti liturgici russi
I paramenti ortodossi del cultorusso non sono nella forma e nelle componenti molto diversi da quelli del rito greco, ma presentano comunque delle differenze notevoli, che distinguono con forza le due linee cultuali.
Il paramento liturgico ortodosso della tradizione russa si distingue principalmente per la presenza di un numero maggiore di dettagli pregiati. La stola, il felonio e tutti gli altri accessori (che tendono indicativamente a essere gli stessi dell’ortodossia greca) si presentano più sfarzosi e molto più colorati. Se il bianco o i colori tenui erano quelli che spiccavano nelle vesti greche, in quelle russe si nota un’interessante predilezione per i colori caldi, il rosso in prima linea. Le rifiniture sono più ricche, dalla spiccata opulenza. Si ha un uso molto frequente e massiccio dell’oro e del rosso intenso e si pone particolare attenzione ai ricami, eseguiti con cura certosina con dei filati di altissimo pregio.
Date le similitudini tra il culto greco e quello russo, anche le componenti dei paramenti sacri sono circa gli stessi. Anche in questo caso i principali accessori sono l’immancabile stola, il felonio, le soprammaniche, la cintura dove appendere anche l’Epigonatio e il copricalice per i riti che prevedono la coppa.
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