Il labaro, un piccolo stendardo nel quale l'identità di un gruppo, un'associazione, una squadra sportiva ritrova la sua identità nell'esporlo.

Dall'Antica Roma ai nostri giorni il labaro non ha mai perso la sua connotazione identitaria

Una delle immagini più classiche e immortali della storia Mondiale, sicuramente nell'immaginario collettivo appartiene al momento più illuminante della storia d'Italia, è l'epopea di Roma e del suo Impero.
Nel momento di massimo splendore le armate imperiali marciavano per tutta l'Europa d'allora, barbara, celtica, slava, così come in Nordafrica e quale simbolo identificava l'armata? Il labaro, un drappo porporino sorretto da un'asta sul quale l'effige di Giove (un'aquila dorata) simboleggiava non solo l'Impero ma il suo stesso Cesare, l'Imperatore del momento.
Forse fu proprio l'Imperatore Adriano il primo ad usare questo vessillo come effige e simbolo del suo vasto Impero: da allora il labaro non identifica più solamente gli eserciti e da simbolo di conquista e morte è divenuto nel tempo unicamente simbolo di identità associativa.

Ancora oggi molte piccole aziende artigianali producono labari ricamati specifici per singole associazioni o gruppi, una solidarietà che si focalizza proprio attorno allo stendardo d'appartenenza.
Nel corso della storia il labaro è divenuto uno dei principali vessilli araldici: case nobiliari e logge cristiane nel labaro riconoscono la propria appartenenza, il senso di fusione nel gruppo tramite l'effige.

Dal medioevo ai giorni nostri questo prezioso drappo di stoffa pregiata, ricamato e impreziosito dalle sapienti mani artigiane di un'Italia mai seconda a nessuno nelle produzioni di nicchia ed alta qualità, non ha mai perso il suo valore assoluto.

Il labaro: l'insieme di un'asta e di un vessillo da essa sorretto di grande valore associativo

Una volta recepito il concetto diviene alquanto naturale capire l'importanza dei labari ricamati all'interno della vita associativa di un gruppo coeso attorno al proprio statuto interno, ma in termini identitari, attorno al proprio vessillo.
Questo apparente semplice drappo di stoffa è in realtà il frutto di un lavoro di ricamo davvero certosino che proprio nei materiali riceve la massima attenzione per un'attività artigianale poco industrializzata ed ancora legata all'alto valore manuale di coloro che producono:

  • i labari
  • i gonfaloni
  • i gagliardetti: per associazioni religiose, sportive, cittadine, araldiche e famigliari, per logge e gruppi di varia estrazione e indirizzo statutario.

Sostanzialmente la stoffa sulla quale le sapienti mani dei produttori ricameranno simbologie e scritte normalmente è voluta nella sua massima e preziosa essenza. Per questo motivo i labari più preziosi normalmente vengono ricamati su sete provenienti dall'Asia, sete davvero preziose e ben tessute per garantire un valore assoluto nel tempo.

Lo stesso labaro può essere ricamato su raso, il costo è sicuramente inferiore, così come la relativa qualità.
Il ricamo può essere ulteriormente impreziosito, nelle scritte e nella simbologia araldica, da fili dorati o argentati così come anche l'asta di supporto dev'essere in metallo leggero e in grado di resistere al tempo, di rimanere perfettamente lucida perché un labaro aumenta il proprio valore nel tempo, una sorta di testimone temporale tra generazioni legate alla propria associazione o appartenenza.