Intorno all’anno 1000 la Chiesa Cristiana, fino a quel momento "indivisa", si divise in due ortodossie: l'ortodossia orientale e il cattolicesimo romano. Questa divisione è presente ancora oggi, sebbene siano passati quasi mille anni. Ma quali sono le differenze tra cattolici e ortodossi? Vediamo nel dettaglio.
Differenze tra religione ortodossa e cattolica
Tutto avvenne in un pomeriggio dell'afosa estate del 1054, il patriarca di Costantinopoli e il rappresentante del papa, il cardinale Humbert, dopo gravi scambi di accuse, mettono fine ai loro rapporti in modo drammatico. Il cardinale Humbert fece il suo ingresso trionfale a Hagia Sophia, il principale luogo di culto di Costantinopoli e depose una bolla di scomunica, che metteva alla porta i destinatari dalla chiesa, negando loro l'accesso al paradiso. Questo gesto causò il "Grande Scisma", quel fatto storico per cui la Chiesa Cristiana, fino a quel momento "indivisa" si divise in due ortodossie: l'ortodossia orientale e il cattolicesimo romano.
In realtà, la bolla di scomunica costituisce più un indizio degli scontri già presenti tra le due chiese, piuttosto che la causa dello scisma. Tra l'odierna chiesa ortodossa e la chiesa cristiana cattolica gli scontri erano iniziati cinquecento anni prima e si erano concentrati sulla natura di Gesù Cristo. Oggi le differenze sono molto più consistenti. Una di esse riguarda il capo della Chiesa. Mentre i cristiani cattolici ritengono che il capo della Chiesa sia il Papa, che guida la Chiesa come "Vicario di Cristo", i cristiani ortodossi, invece, attribuiscono questo ruolo direttamente a Gesù Cristo, sottolineando la natura umana di tutti i vescovi, senza attribuire loro la funzione di vicari di Gesù sulla terra.
Un'altra differenza fondamentale è che la Chiesa cattolica impone, prima e dopo l’ordinazione, il celibato ai suoi sacerdoti, mentre nella Chiesa ortodossa, il celibato dovrà essere osservato dai sacerdoti soltanto dopo l’ordinazione, quindi possono contrarre matrimonio e avere figli.
Anche il segno della croce è diverso. Gli ortodossi fanno il segno della croce usando le prime tre dita della mano destra, toccando la fronte, il petto, la spalla destra e poi la spalla sinistra. I cristiani cattolici prima toccano la spalla sinistra e poi la spalla destra e usano tutte e cinque le dita. Per l'Eucaristia invece, mentre i cattolici usano pane azzimo, gli ortodossi quello fermentato.
Paramenti cattolici e ortodossi: quali sono le differenze?
Molte differenze tra cattolici e ortodossi sono presenti anche nei paramenti liturgici. Quelli presenti nella Chiesa Ortodossa fanno riferimento alle vesti in uso nell'Impero Romano e si distinguono a seconda degli uffici e della funzioni all'interno della chiesa. Quelli della tradizione cattolica, rispondono ad una tradizione diversa: le antiche vesti greco-romane.
Una differenza riguarda i colori dei paramenti. Nella Chiesa Cattolica i colori delle vesti hanno una forte visione allegorica e simbolica, assumendo dei significati fissi. La Chiesa ortodossa non ha questa fissità normativa sui colori, la cui importanza è piuttosto relativa.
Ma vediamo le tipologie di paramenti. I cattolici usano la tonaca, la stola e la croce pettorale, che nella tradizione ortodossa vengono usati dai presbiteri. Ma questi ultimi usano anche l'epigonato (rappresenta uno scudo), la cintura (indica la castita) e il felonio (simboleggia la tunica di Pilato). Tutti questi abiti simboleggiano la dedizione del sacerdote a Dio e al Regno dei Cieli.
Alcuni abiti usati solo dai cattolici sono la cotta, il piviale, il rocchetto, lo zucchetto e la mitra, mentre solo i diaconi ortodossi usano lo sticario, l'orario e il soprammaniche.
Queste vesti liturgiche simboleggiano per gli ortodossi la doppia porzione della Grazia di Dio concessa a un sacerdote, per i cattolici queste vesti sono una testimonianza del fatto che i ministri della Chiesa vivono e agiscono unicamente per Cristo e per i membri del Suo gregge.
