Tra i gesti di amore cristiano, quello più bello ed enigmatico rimane la Lavanda dei Piedi, avvenuta durante l'Ultima Cena. Attraverso un atto così insolito e rivoluzionario, Gesù insegna che, per essere grandi, bisogna prima farsi piccoli.

Lavanda dei Piedi, un messaggio d'amore all'umanità

Il Vangelo secondo Giovanni narra quanto è avvenuto durante l'Ultima Cena poco prima del tradimento. Gesù, conscio del destino che lo attende, capisce che è giunta l'ora di lasciare un insegnamento indispensabile agli apostoli. Per questo si sveste, annoda un panno alla vita e riempie un bacinella con dell'acqua. Non proferisce parola ma si avvicina ai commensali e inizia a lavargli i piedi. L'abluzione, in antichità, era una pratica di ospitalità eseguita dai servi e dagli schiavi, quindi nulla di offensivo. Era però considerata degradante, perciò inadeguata alle mani di un Maestro. La scena turba così profondamente Pietro che, in un primo momento, cede all'imbarazzo e rifiuta la cortesia. Gesù, però, lo ammonisce: il gesto non è una forma di umiliazione fine a se stessa ma un segno di amore verso l'umanità. Perciò, amare il prossimo significa servirlo, esserci, non commettere l'errore di sentirsi superiori. Significa vedere il dolore prima dell'iniquità e il fratello prima del peccatore. Questo atto fu così rivoluzionario che, ancora oggi, riesce a generare tumulti nell'anima e profonde riflessioni.

La Lavanda dei Piedi narrata nel Vangelo è ben più che un racconto pregno di significato, è l'eredità lasciata da Cristo alle generazioni future. Il Figlio dell'Altissimo, infatti, dopo aver dato l'esempio chiede ai suoi fratelli di fare altrettanto, di mettersi a disposizione del prossimo e di trattarlo con il dovuto rispetto. In obbedienza a tale ordine, i sacerdoti ripetono annualmente il rito dell'abluzione, facendone un momento di raccoglimento, di preghiera e di carità.

Giovedì Santo, l'Ultima Cena e il Vangelo secondo Giovanni

A cosa serve la lavanda dei piedi? Il senso dell'abluzione è assai complesso. L'acqua versata da Cristo non lava solo la polvere, non toglie solo la stanchezza, l'acqua ripulisce principalmente l'anima. E quella stessa acqua non bagna solo i piedi del fedelissimo Giovanni ma anche quelli di Giuda Iscariota. L'amore del Padre e del Figlio, infatti, abbraccia l'uomo nella sua interezza, con tutte le sue virtù e le sue vulnerabilità. Questo gesto, però, a differenza della consacrazione del pane e del vino, non viene ripetuto giornalmente.

La lavanda dei piedi quando si fa? Nelle chiese di tutto il mondo, il rito avviene durante la Messa "in Coena Domini", che ha luogo la sera del Giovedì Santo. Ciò significa che il giorno della lavanda dei piedi corrisponde a quello in cui è avvenuto storicamente il fatto narrato nel Vangelo di Giovanni. Seguono poi le celebrazioni del Venerdì Santo e la Veglia Pasquale. Chi non ha mai assistito alla Messa vespertina del giovedì, non può far altro che chiedersi come si fa questa lavanda dei piedi. Molto semplice: poco prima della Preghiera dei Fedeli, il prete prende tutti accessori per il rito della lavanda dei piedi, riempie la brocca d'acqua, prende un bacile e un panno pulito. Si avvicina ad alcuni fedeli e versa l'acqua sui loro piedi, quindi li asciuga con cura. Coristi e presenti, nel mentre, intonano inni di gioia fino alla fine del rito. Il Vangelo dell'Ultima Cena e la Lavanda dei Piedi sono due pilastri della cristianità, che hanno ispirato artisti di tutto il mondo, per la semplicità degli avvenimenti e la potenza del simbolismo.