Il 24 Giugno è il giorno di San Giovanni, festeggiato in tutta Europa sin dall'antichità con grandi falò. La festa nasce come una celebrazione pagana legata al solstizio d'estate, ma entra successivamente a far parte della tradizione cattolica, assumendo connotati cristiani celebrando l'arrivo di Gesù che illumina l'intera umanità.
La Festa di San Giovanni nella tradizione pagana
Sin dagli albori della civiltà, il Sole è stato un punto di riferimento per l'umanità: con i suoi cicli scandisce l'avvicendarsi delle stagioni e, con esse, il ritmo della vita e dei campi. Non stupisce quindi che il solstizio d'estate venga celebrato da tempi immemori: fonti storiche indicano che già Slavi, Celti, Egizi, Fenici e Assiri fossero dediti al culto del Sole ed organizzassero imponenti feste in suo onore nel il giorno più lungo dell'anno.
La celebrazione consisteva nell'accensione di enormi falò, allo scopo di rinvigorire il Sole, nella sua duale natura di astro e di divinità. La tradizione agricola e popolare riteneva che, nei mesi successivi al solstizio d'estate, il Sole divenisse sempre più debole, come testimoniato dalle giornate via via più brevi, sino al solstizio d'inverno. Il fuoco aveva dunque una funzione rinvigorente, ma anche purificatrice per tutte le persone che prendevano parte alla cerimonia. L'enorme falò aveva anche uno scopo propiziatorio, per chiedere alle divinità - ad in particolare al dio Sole - un raccolto abbondante nei mesi estivi.
San Giovanni, la festa della luce nella tradizione cattolica
Molte tradizioni pagane sono state riprese dalla religione cattolica, che le ha rilette permeandole di nuovi, profondi significati simbolici. Il 24 di giugno viene oggi consacrato a San Giovanni Battista che, con la sua parola, rappresenta l'ultimo profeta dell'Antico Testamento. È proprio lui, infatti, ad annunciare l'imminente arrivo di Gesù, la "vera luce" destinata ad immolarsi per salvare l'umanità. Ecco perché ancora oggi le celebrazioni della Festa di san Giovanni si accompagnano all'accensione di falò e fuochi d'artificio, a richiamare simbolicamente la luce della Parola di Dio discesa sulla Terra.
Ma, proprio come il Sole dopo il solstizio d'estate, anche la figura di San Giovanni Battista nelle Sacre Scritture si eclissa rapidamente dopo la venuta dell'accecante luce di beatitudine portata da Gesù. La vicenda personale del profeta annuncia l'inizio di una nuova era di declino, assimilabile alla progressiva perdita di vigore del Sole con l'avanzare dell'autunno e dell'inverno. Con l'arrivo del solstizio d'inverno, associato nella tradizione cattolica a San Giovanni Evangelista, si apre un nuovo ciclo: quello della vittoria definitiva della Luce di Dio sulle tenebre. Il vangelo di Giovanni richiama, sin dalle prime pagine, questo avvenimento, delineando un interessante parallelismo con i cicli naturali. A partire dal giorno più breve dell'anno, infatti, le giornate si fanno sempre più lunghe e tiepide, portando al risveglio della vita. Anche San Giovanni d'inverno, come la sua controparte estiva, è quindi una festa che celebra la luce e il suo trionfo sulle tenebre.
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