Durante la celebrazione della messa il sacerdote deve usare determinati oggetti che vengono definiti "liturgici", in quanto necessari allo svolgimento della liturgia. Nonostante secondo la testimonianza degli evangelisti, durante l'ultima cena Gesù "prese il calice", nel corso dei secoli gli oggetti liturgici sono diventati molto numerosi e diversi sia per materiali che per fattura.
I Vasa Sacra: cosa sono?
I Vasa Sacra comprendono gli oggetti liturgici che durante la messa vengono a contatto con l'ostia consacrata: il Calice, ossia la coppa in cui il sacerdote versa il vino che, dopo la consacrazione, diventerà il sangue di Cristo, e la Pisside, cioè il contenitore delle ostie consacrate, o particole, che dopo la messa sarà custodita nel tabernacolo. Può essere a forma di ciotola oppure a calice, alcuni modelli comprendono un coperchio per proteggere le particole.
Tra i vasa sacra sono considerate anche le ampolle che contengono l'acqua e il vino usate dal celebrante durante l'offertorio. L'acqua serve a lavare le mani dell'officiante e a purificare il calice.
Mentre le ampolline solitamente sono in vetro, gli altri vasi sacri devono rispettare dei canoni qualitativi ben precisi, infatti sia il calice che la pisside devono essere in metallo nobile.
Un calice di qualità deve essere realizzato in argento o in oro, e deve avere un'altezza compresa fra i 16 e i 28 centimetri.
Gli oggetti liturgici
Durante la celebrazione della messa sono necessari altri oggetti liturgici, ad esempio la Patena, il piattino di metallo su cui si posa l'ostia grande che il sacerdote spezzerà recitando le parole dell'ultima cena.
Oltre agli oggetti in metallo si usano quelli in tessuto che devono rispondere a precisi canoni qualitativi: il Corporale è un panno di lino quadrato ripiegato da porre sul calice.
Dopo la consacrazione il sacerdote lo dispiega e lo pone sull'altare per poggiarvi il calice e la patena, contenenti rispettivamente il sangue e il corpo di Cristo, da qui la denominazione di "corporale", per lo stesso motivo nei riti ambrosiani si chiamava Sindone.
Per proteggere il calice da polvere o eventuali insetti, si usa invece la cosiddetta palla copricalice, un quadratino di stoffa ben inamidato.
Si tratta di un suppellettile di importanza pari a quella del calice e del corporale, perciò bisogna sceglierlo di qualità: nel passato era formata da due strati di lino, di solito bianco, sovrapposti e cuciti lungo il bordo, contenenti un'anima rigida, perché assumesse la giusta consistenza.
Oggi si usano tessuti molto inamidati di lino o di seta; oltre che bianca, la palla copricalice può essere dei quattro colori liturgici, nella parte superiore può essere ricamata con motivi in oro e in argento.
Per asciugare il calice e purificare la patena occorre un fazzoletto lungo circa 40 cm e largo circa 25 cm, chiamato Purificatoio o Purifichino, al centro è decorato con una croce ricamata; il Manutergio serve al sacerdote per asciugarsi le dita dopo aver ricevuto i doni.
Il corporale, la palla, il purificatoio e il manutergio compongono il cosiddetto "servizio da messa", per essere di qualità devono essere di lino bianco, il tessuto in cui fu avvolto Gesù.




