PARAMENTI SACRI
All'interno della linea Paramenti Sacri sono ricompresi tutti i capi d'abbigliamento utilizzati dagli appartenenti al clero. Si spazia dagli abiti destinati alle occasioni informali a quelli utilizzati nelle varie funzioni religiose. La linea comprende, al suo interno, una scelta che varia dalle camicie clergyman agli abiti talari, proseguendo c...
All'interno della linea Paramenti Sacri sono ricompresi tutti i capi d'abbigliamento utilizzati dagli appartenenti al clero. Si spazia dagli abiti destinati alle occasioni informali a quelli utilizzati nelle varie funzioni religiose. La linea comprende, al suo interno, una scelta che varia dalle camicie clergyman agli abiti talari, proseguendo con i vari camici, cotte e paramenti liturgici.
Sono presenti camici per sacerdoti e per diaconi. Casule, in diverse fogge e colorazioni, adatte ai diversi periodi liturgici. Per la presenza alle celebrazioni sono disponibili cotte per clero e ministranti, così come le dalmatiche per diaconi; mentre una sezione particolare è dedicata ai paramenti mariani, al cui interno sono ricomprese casule e stole ricamate. Dal canto loro, i presbiteri, troveranno le pianete, a loro dedicate, in diversi tessuti: broccato, cotone o misto cotone-viscosa.
Alcuni modelli di paramenti liturgici sono interamente ricamati a mano da esperte ricamatrici italiane. Non potevano mancare i piviali, disponibili in pura lana, in broderie, in damasco o in tela poliestere. Tutti ricamati, alcuni artigianalmente a macchina, con filati di pregio e disponibili nei quattro colori di rito. Le stole sono realizzate in seta e cotone, cotone e lurex, shantung, acetato, broccato o poliestere. Tutte finemente ricamate, alcuni modelli a mano in Italia, per evidenziare il più prezioso dei paramenti della liturgia cattolica. Diversi modelli anche per i veli omerali, disponibili in pura lana oppure lana, viscosa e lurex. Completano la linea i paramenti ortodossi e i cingoli.

La liturgia della Chiesa riserva un ruolo importante ai segni, e dunque anche all'abbigliamento delle persone che vi partecipano poichè Essa è celebrazione dell'incontro con il Dio vivente in parole e in immagini, in simboli e in gesti. Gli abiti festivi esprimono la fede e la devozione di coloro che li hanno commissionati, confezionati e di quanti li indossano, invece la trascuratezza anche nel modo di vestire è indice che la fede è debole e scarsa.
La solennità e la bellezza delle vesti, in particolare quelle indossate la domenica per partecipare alla Santa Messa, esprimono un senso profondo e penetrante di gioia per la nostra fede nella Risurrezione di Cristo. Infatti proprio di domenica Cristo è risorto, ed è dunque giusto e doveroso che questo evento centrale della Fede cristiana sia celebrato con dignità, con gioia e in un clima di festa.

La gamma di paramenti sacri contiene tante tipologie di capi di abbigliamento che vengono indossati dalle personalità religiose di qualsiasi rango. 

Tra i vari accessori che non possono assolutamente mancare, va sottolineato il classico paramento sacerdotale. Si tratta di un abito indossato nel corso delle varie celebrazioni liturgiche da tutti gli organi ecclesiastici, dal sacerdote ai diaconi passando per gli accoliti e i ministranti. Può essere denominato anche paramento liturgico e si contraddistingue rispetto agli indumenti che il clero porta all'infuori della Santa Messa. Tutti gli officianti di ogni celebrazione devono inoltre indossare il camice liturgico. Quest'ultimo si caratterizza per la presenza di decorazioni situate in corrispondenza degli orli. Di solito, questi ornamenti servono a porre in evidenza il grado religioso di chi indossa il camice. È disponibile con il tipico colore bianco e può essere sia svasato che monastico, con la possibile aggiunta di un cappuccio.

Anche le casule liturgiche hanno la loro rilevanza in ogni funzione religiosa. Tali oggetti possono essere di quattro colorazioni. La casula bianca serve nelle occasioni più importanti, come Natale, Pasqua, matrimoni, cresime e battesimi. La casula rossa ha questa colorazione in ricordo del sangue di Gesù e viene adottata il giorno di Pentecoste, il Venerdì Santo e le celebrazioni dei martiri. La casula verde è indossata nel tempo ordinario, mentre quella viola nel tempo di Quaresima. In sintesi, le vesti sacerdotali sono necessarie per ogni genere di celebrazione religiosa e costituiscono uno strumento fondamentale per porre in risalto i ministri delle varie funzioni liturgiche.

Come già accennato in precedenza, i paramenti sacri sono tutti quei capi di abbigliamento e quegli accessori utili per chi fa parte del clero, ideali sia per la vita di tutti i giorni che per le cerimonie solenni. Ma qual è il loro vero significato? E quali sono le loro caratteristiche?

Il significato dei paramenti sacri

I paramenti sacri sono accessori indispensabili per tutti coloro che guidano una qualsiasi funzione religiosa e intendono coinvolgere i fedeli in un discorso del genere. Noti anche con la denominazione di paramenti liturgici, nascondono un significato molto profondo per chi crede. Prima di tutto, essi si differenziano rispetto ai classici abiti che i membri del clero indossano in quanto sono utilizzati soltanto durante le liturgie solenni, e non nel corso degli eventi quotidiani. Inoltre, la colorazione di alcuni di essi varia in base al periodo dell'anno liturgico nel quale vengono indossati. Stiamo parlando di prodotti dal forte impatto scenico, capaci di rendere una Santa Messa o qualsiasi altra celebrazione ancora più significativa.

I colori disponibili dei paramenti sacri

Quali sono le colorazioni dei paramenti sacri? Come accennato nelle righe precedenti, esse variano in base al periodo dell'anno liturgico nel quale vengono indossati. Ci concentriamo su tutto ciò che riguarda il rito romano, la cui ultima riforma risale al 1969 per opera del pontefice Paolo VI.
Il colore verde viene utilizzato di domenica e durante il tempo ordinario. I paramenti viola servono per i giorni festivi dell'Avvento e di Quaresima, per il Sabato Santo ad eccezione della veglia pasquale e per la Riconciliazione. Molto frequenti anche gli accessori di colore bianco, che va utilizzato in occasione delle Messe natalizie e pasquali, in tutte le celebrazioni del Signore e quelle mariane, nella festa di Ognissanti e in tutti i vari sacramenti, oltre ad altre giornate specifiche. I paramenti rossi servono invece nei giorni della Pentecoste, nella Domenica delle Palme, il Venerdì Santo, nella Via Crucis, nelle feste dei Martiri, della Passione e della Confermazione. Per la commemorazione e le Messe dei defunti si utilizza il colore nero, mentre il rosa può essere facoltativamente usato nella III domenica di Avvento e nella IV di Quaresima. Infine, tutti colori tranne il nero e il viola possono essere sostituiti all'occorrenza dall'oro.

Quali sono i nomi dei paramenti sacri più diffusi

Ma ora diamo un'occhiata ai paramenti sacri più utilizzati in assoluto. La veste di colore bianco più diffusa viene denominata camice, che può essere impreziosita tramite un cordone denominato cingolo. Invece la casula è un indumento che ogni sacerdote indossa in occasione di ciascuna funzione religiosa e il suo colore varia in base al momento dell'anno liturgico. Molto simile alla casula è la pianeta, anche se un po' più stretta, mentre la stola è una striscia di stoffa utilizzata dai preti. Il velo omerale è conosciuto anche con la denominazione di continenza e viene utilizzato dal sacerdote sopra il piviale, un mantello che arriva fino ai piedi. Il vescovo indossa molto spesso l'anello all'anulare, così come il zucchetto in testa per indicare la presenza dello Spirito Santo. Tale paramento viene alternato con la mitria, adottata durante le celebrazioni liturgiche.

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Sotto-categorie

  • ABBIGLIAMENTO PER SACERDOTE
    Abbigliamento per clero realizzati in Italia, dalla camicia clergy-man alla vese talare, al berretto tricorno o mozzette per Monsignore.
    Gli abiti che il clero abitualmente indossa al di fuori delle celebrazioni liturgiche sono pensati per indicare la particolare condizione religiosa; salvo che nelle prescrizioni liturgiche, il clero in pubblico è tenuto ad indossare l'abito talare o il clergy-man, in modo che siano riconoscibili la sua identità e la sua appartenenza alla Chiesa (CEI, 1984).
    All'interno della Chiesa Cattolica ne esistono diversi modelli: la talare romana, la talare bresciana, la talare ambrosiana sono solo alcuni esempi, che si differenziano per il taglio del colletto, per la lunghezza delle maniche e per la tipologia di bottoni.
    A seconda della gerarchia ecclesiastica, la veste talare assume diverso colore: il Papa è l'unico che la indossa di colore bianco, il resto del clero la indossa nera con una fascia stretta in vita, il cui colore indica il grado (cardinale, vescovo, monsignore, prete).
    I capi destinati al clero, come le mozzette, le camicie clergy-man e la veste talare, sono realizzati in Italia. Le berrette a tricorno, di lana di colore nero o solferino, possono essere ordinate con o senza fiocco e sono disponibili in diverse misure. Le camicie a manica lunga o a manica corta destinate ai sacerdoti sono realizzate in cotone 100% nelle variazioni cromatiche bianco, blu, grigio, celeste, nero; le taglie vanno dalla 40 alla 49.

    Le mozzette che compongono l'abito per i vescovi sono di colore nero o solferino, con bottoni e profilo ricoperti in tessuto, di ottima fattura; così anche la veste talare per monsignore, di cotone nero profilato in tessuto solferino, ordinabile su misura (è necessario comunicare le misure per la realizzazione).
  • CAMICI SACERDOTI
    Camici per sacerdote e per diaconi nelle varie misure e tipologie.
    Le vesti liturgiche sono state introdotte nel IV secolo, sotto l'imperatore romano Giustiniano, per distinguere il celebrante della liturgia da coloro che vi partecipavano.
    Sono pochi i simbolismi che si possono attribuire ai camici indossati dal sacerdoti, in quanto la loro invenzione aveva inizialmente solo lo scopo di identificare il celebrante in mezzo alla folla dei fedeli; quindi la veste durante i secoli non subisce molte modificazioni, se non nelle decorazioni ai polsi e al bordo. Il bianco o l'avorio della tunica richiamano ordine, pulizia purificazione, il Mistero della Trasfigurazione di Gesù che nel Vangelo secondo Matteo diviene "candido come la luce" (Mt 17,2) e, non ultimo, il sacramento del Battesimo, nel quale ogni cristiano riceve la veste bianca, simbolo della purezza di Cristo.

    Nella Chiesa Cattolica il camice è indossato da tutti gli officianti della celebrazione (sacerdoti, diaconi e ministranti) ed è stretto alla vita dal cingolo; all'altezza degli orli sono applicati ricami e ornamenti che impreziosiscono il camice e che in alcuni casi possono essere presenti fodere colorate, ad indicare il grado ecclesiastico di chi li indossa. Alcuni, più moderni, possiedono cappucci e maniche larghe, a richiamare le vesti monastiche. I camici per sacerdoti e diaconi sono realizzati da ricamatrici rigorosamente italiane e sono disponibili in varie misure (135/140/145/150/155/160 centimetri).
    Sono in vendita camici in cotone bianco o tessuto macramè con bordo inferiore e maniche in pizzo, oppure in tela avorio poliestere e lana, con piegoni avanti e dietro, collo alla coreana o monacale e tramezzi in oro; disponibili anche camici svasati in tela avorio melange, con finto cappuccio e maniche raglan.
  • CASULE
    Veste liturgica propria di colui che celebra il rito della messa di varie fogge e colori a seconda del periodo liturgico.
    La casula è la veste che indossa il sacerdote celebrante il rito della Messa e ogni altro Ufficio Liturgico collegato ad essa. Le norme del Messale Romano prevedono che sotto la casula si debbano indossare, in ordine, l'amitto, il camice, il cingolo e la stola.
    La casula è solitamente indossata nei colori del rito romano, cioè viola, verde, rosso e bianco. Nelle solennità e nelle feste come Pasqua, Natale, cresima, battesimi, prima comunione e matrimoni, il sacerdote indossa la casula bianca, simbolo della purezza di Cristo e della Resurrezione. La casula rossa ricorda il sangue di Gesù Cristo e dei martiri e si indossa alle esequie del Pontefice, alle feste dei martiri, il Venerdì Santo e a Pentecoste. Durante il tempo ordinario, la casula è di colore verde, il colore della speranza; il viola, infine, è destinato alla penitenza, nel tempo di Quaresima. Alcuni colori in passato utilizzati e ora caduti in disuso sono l'oro, simbolo della regalità e sostitutivo del bianco, e l'azzurro, dedicato ad alcune feste della Vergine Maria.

    Le casule sacerdotali sono disponibili nei quattro colori liturgici: avorio, verde, rosso e viola. Sono realizzate interamente in Italia e sono ricamate a mano o a macchina da esperte sarte; ogni tessuto, dal poliestere alla lana pregiata di Damasco, dal lurex alla seta, presenta ricami di particolare finezza e dallo stile innovativo, senza però abbandonare la classica tradizione cattolica. I ricami sugli orli e le croci sul davanti e sul retro possono essere realizzati in oro filato inox.
  • COTTA PARAMENTO LITURGICO
    Veste bianca indossata dal clero e dai ministranti nelle celebrazioni. Simile al camice, si diversifica dal fatto che mentre il camice copre tutto il corpo raggiungendo le caviglie, la cotta "si ferma" alle ginocchia.
    La cotta è un paramento sacro, indossato dall'officiante della celebrazione, che consiste in una veste di colore bianco, ricamata in diversi modi. Anteriormente e posteriormente, la cotta presenta pieghe verticali, oltre a preziosi ricami sulla manica e sull'orlo inferiore; si distingue dal camice per la lunghezza, che non supera il ginocchio. Mentre il camice viene indossato dal clero in occasione della Messa, la cotta è un abito corale, indossato da diaconi e presbiteri in tutte le altre celebrazioni oppure dal clero che assiste alla Messa, ma non la sta celebrando.

    La cotta è decorata con ricami che possono essere elaborati e di particolare pregio, ma anche semplici simboli cristiani, come croci, alberi della Vita, colombe, piante di vite. Attorno al collo, questa tunica presenta finiture ricamate o a volte anche colletti, che sostituiscono l'amitto; l'assenza di decorazioni complicate rende la cotta una veste semplice e dignitosa.
    Per la sua forma, la cotta ricorda una tunica di tipo medioevale; è generalmente tessuta in lino o cotone di colore bianco. Storicamente, la cotta deriva dalla corta pelliccia che i chierici e i monaci provenienti dal nord indossavano per ripararsi del gelo. Simbolicamente, rappresenta purezza e rinnovamento; solo il vescovo può indossarla colorata, al di sotto della mozzetta. Le cotte sacerdotali, prodotte in Italia, sono disponibili nelle misure 95/100/105/110 e possono essere tessute in poliestere, lana bianca, cotone. I ricami corce e introdot e i pizzi sulle maniche e sull'orlo inferiore, disponibili anche in avorio, sono realizzati manualmente da ricamatrici esperte, che utilizzano materiali di prima qualità.
  • DALMATICHE
    La dalmatica è l'abito indossato dai diaconi durante le celebrazioni liturgiche.

    Già utilizzata in epoca romana come paramento liturgico, la dalmatica è una tunica lunga fino al ginocchio, con maniche ampie, utilizzata dal diacono e occasionalmente dal Vescovo, durante la celebrazione della Santa Messa. Indossata come veste più esterna, al di sopra della tunica, è uno dei più antichi paramenti sacri della Chiesa Cattolica: veniva originariamente usato, nel III secolo d.C., dall'imperatore romano d'Oriente.

    La dalmatica (in una versione leggermente modificata) era anche utilizzata dai cavalieri crociati sopra l'armatura, come simbolo della loro appartenenza alla Chiesa, durante gli anni della riconquista di Gerusalemme.
    Durante le Messe pontificali anche il Vescovo può indossare la dalmatica, al di sotto della casula o della pianeta, come simbolo dell'appartenenza all'Ordine Sacro. A seconda del periodo liturgico, la dalmatica è indossata di un colore diverso.
    Solamente nel rito ambrosiano nell'Arcidiocesi di Milano, al di sopra della dalmatica il diacono indossa la stola, una lunga striscia di tessuto anch'essa di diverso colore a seconda del periodo: il diacono la indossa dalla spalla sinistra al fianco destro, facendola passare diagonalmente sul petto.

    Disponibili nei quattro colori di rito (rosso, viola, verde e avorio) e anche in colore rosa, corrispondenti ai diversi periodi nel corso dell'anno liturgico, le dalmatiche diaconali hanno una lunghezza di 120 centimetri e sono intessute in tela e poliestere di alta qualità.
    Presentano sul lato anteriore la classica croce ricamata sul tessuto e alcune sono complete di stola.

    Tutte le dalmatiche e le decorazioni sono create in Italia, artigianalmente o a macchina, da qualificate sarte professioniste.
  • PARAMENTI MARIANI
    Le varie funzioni religiose richiedono l'uso di casule idonee all'evento. Per le celebrazioni dedicate alla Madonna nel mese di maggio è richiesto l'uso dei paramenti mariani.
    I paramenti mariani sono di colore chiaro e disponibili in diversi materiali e con ricami che si diversificano per la lavorazione e il disegno. 
    Anche i materiali sono diversi e la scelta dipende dalle esigenze personali di chi li indossa. È possibile acquistare casule in 100% seta o lana, oppure in misto seta e lana al 50%. Non mancano paramenti mariani in tessuto acrilico e lana o seta e cotone.
    Alcune casule prevedono anche l'uso del lurex, filato dorato che permette di conferire luminosità al tessuto.

    Per chi non vuole comprare la casula, è possibile anche avere la stola che richiama i motivi decorativi tipici delle funzioni del mese mariano.
    Questi paramenti mariani sono tutti finemente lavorati artigianalmente, da esperte ricamatrici che utilizzano filati selezionati. I ricami richiamano i gigli, tipico fiore nel mese mariano, e l'Ave Maria, non mancano casule con corone ricamate. La cura dei dettagli rende le casule uniche.

    I paramenti mariani si possono trovare sia con fodera interna, sia senza fodera e alcuni modelli sono disponibili nei quattro colori liturgici. Di conseguenza oltre all'avorio, bianco o celeste chiaro, sono disponibili anche in verde, viola e rosso.


    I prodotti sono realizzati in Italia con filati di prima qualità.
  • PIANETE
    Paramento liturgico usato dal presbitero per presiedere la celebrazione eucaristica.
    La pianeta è il paramento liturgico utilizzato dal sacerdote per la celebrazione della Santa Messa. Alcuni utilizzano impropriamente il nome casula come sinonimo di pianeta, anche se è un termine arcaico e ormai in disuso. Storicamente, la pianeta era un ampio mantello da viaggio con il quale il sacerdote si riparava dalle intemperie; solo in epoca più recente si trasformò in veste sacra, con un'apertura per il collo, che avvolge completamente il sacerdote durante la celebrazione dell'Eucarestia.

    La pianeta nel corso dei secoli subì un'evoluzione progressiva, abbandonando le maniche (allo scopo di liberare le braccia) e riducendosi di lunghezza, fino ad arrivare ai fianchi. Nel XIII secolo la pianeta era ancora ampia e semi-rigida, mentre nelle illustrazioni del XVII secolo si presentava corta, rigida, formata da due strutture, anteriore e posteriore, unite tra loro da un'allacciatura sul fianco. Non erano rare, nelle Chiese più facoltose, pianete realizzate in tessuti preziosi, decorate e ricamate in oro, con rappresentazioni di opere d'arte che accrescevano il valore del paramento.
    Non solo nel cattolicesimo è diffusa la pianeta: anche nella Chiesa Anglicana e Protestante esiste un paramento di forma e funzione molto simile.
    Le pianete sacerdotali a disposizione sono realizzate in Italia da ricamatrici esperte che utilizzano tessuti di elevata qualità, come broccato, seta gallone e viscosa; anche i tessuti meno pregiati sono ricamati a mano o a macchina con decorazioni ricercate, che richiamano la tradizione classica. A scelta, è possibile l'applicazione del gallone; le pianete sono disponibili nei quattro colori di rito (avorio, rosso, verde, viola).
  • PIVIALE
    Il piviale è un manto liturgico lungo quasi fino ai piedi, aperto sul davanti e fermato sul petto con un fermaglio. Il celebrante lo usa principalmente alle benedizioni solenni che si fanno all'altare, alle processioni, all'assoluzione al feretro o al tumulo, alle orazioni solenni del Venerdì Santo, alla Veglia pasquale e alla prima messa di un novello sacerdote.

    Il piviale, detto anche cappa o manto, è un paramento liturgico indossato dai celebranti della religione cristiana: si tratta di un mantello, provvisto di un piccolo cappuccio, che sulla parte anteriore è chiuso da un fermaglio detto razionale. Storicamente, era utilizzato come manto per ripararsi dalla pioggia: deriva infatti dal latino Pluvialis, ovvero "mantello per la pioggia". Attualmente, avendo perso questa funzione, del cappuccio originario rimane solo un abbozzo. A seconda del diverso colore, è utilizzato nelle diverse ricorrenze religiose, anche se mai durante la Santa Messa. Il celebrante lo indossa sopra la cotta o il camice, mentre al di sotto viene indossata la stola.
    La lunghezza del piviale arriva ai piedi e, disteso, il paramento forma un ampio semicerchio. Comunemente, il piviale viene indossato nelle occasioni solenni quali processioni (Corpus Domini), benedizioni eucaristiche, Vespri e Lodi, Messa Pontificale (in questo caso, è indossato dall'arcidiacono), Veglia Pasquale, orazioni solenni del Venerdì Santo, matrimoni celebrati al di fuori della Messa.
    Solo nella Chiesa Ortodossa, il suo utilizzo è ammesso per la celebrazione della Divina Liturgia, che corrisponde alla Messa cattolica.
    Il procedimento di tessitura e ricamo del piviale avviene interamente in Italia ed è eseguito a mano e a macchina da esperte e qualificate ricamatrici. Tessuti in lana, viscosa, broccato, damasco, lurex o raso, tutti i piviali proposti sono ricamati con tessuti pregiati e presentano le frange e i fiocchi rituali; disponibili nei quattro colori liturgici (rosso, verde, avorio, viola), le rifiniture, preziose e ricercate, aumentano il valore artistico e celebrativo del piviale.
  • STOLE
    La stola è il paramento liturgico più importante nella liturgia cattolica, poiché è l'elemento distintivo proprio del ministro ordinato, nelle celebrazioni e nei riti è molto importante che il sacerdote indossi sempre la stola, anche sotto la casula o il piviale.

    La stola è un paramento liturgico essenziale nelle celebrazioni della Chiesa Cattolica, perché distingue il ministrante (diacono, presbitero o vescovo) durante i liti e le liturgie; per questo, è importante che il sacerdote la indossi sempre nelle celebrazioni, anche sotto la casula. Mentre i ministri ordinati la indossano intorno al collo con i lati che scendono davanti, i diaconi la portano dalla spalla sinistra al fianco destro. Anticamente, la stola veniva utilizzata dagli oratori per detergersi il sudore durante le discussioni, quindi veniva portata intorno al collo; solo successivamente è diventata simbolo dei ministranti ordinati.

    La stola è una striscia di stoffa, lunga 200-250 centimetri, di colore variabile a seconda dell'occasione; può presentare diversi ricami e decori che la impreziosiscono. Classicamente presenta 3 croci, alle estremità e al centro. Il significato della stola portata sulle spalle è richiamare la Sacra Bibbia e le parole di Gesù Cristo riguardo al giogo del peccato mortale (Mt 11,30); simboleggia inoltre le pecorelle smarrite che il buon pastore porta sulle spalle fino al gregge.
    Le stole sono prodotte in Italia e ricamate a mano e sono disponibili nei quattro colori liturgici (avorio, rosso, viola, verde). La produzione parte dalla scelta del tessuto con cui realizzare sia la veste, sia le decorazioni che richiamano la simbologia classica della Chiesa Cristiana. Sia realizzati a mano sia a macchina, i ricami sono studiati e prodotti da mani esperte e con filati di altissima qualità. Le stole sacerdotali sono disponibili in seta e cotone, lana grezza purissima, lurex, acetato, broccato, poliestere.
  • VELI OMERALI
    Il velo omerale è un paramento liturgico indossato dal sacerdote sopra il piviale, durante la processione del Corpus Domini o per impartire la benedizione eucaristica e per trasportare l'Eucarestia da un altare ad un altro. 

    Viene realizzato in tessuti pregiati ed è arricchito da preziosi ricami. Ha una forma rettangolare ed è lungo circa 2,5 metri e largo 60 centimetri. È dotato di ganci metallici o nastri di stoffa per fissare la veste liturgica sulle spalle dell'officiante. 

    Due lembi del velo scendono morbidi sul petto del celebrante e vengono utilizzati per velare le sue mani durante il trasporto dell'Ostensorio. È parte integrante del piviale, dal quale assume gli stessi ricami e colori.

    Il velo omerale è solitamente di colore avorio. È comunque stabilito che, in analogia ai diversi colori del tempo liturgico, esso può essere abbinato al colore dell'abito liturgico utilizzato (rosso, verde e viola).

    Solitamente, il velo omerale è arricchito da uno splendido ricamo al centro: un'Ostia circondata dai raggi. A volte però le decorazioni possono variare, assumendo la forma di grappoli d'uva, spighe oppure del simbolo JHS e della croce greca.

    L'utilizzo del velo omerale risale al tempo dell'antica Roma, quando era in uso porgere qualcosa ad una persona di riguardo, con una salvietta o mappula, come segno di rispetto. Con il passare del tempo, questo gesto è entrato a far parte della celebrazione liturgica cattolica, come segno di venerazione per l'ostia consacrata contenuta nell'ostensorio, in quanto Dio non può essere toccato con le mani nude.
  • PARAMENTI ORTODOSSI
    I paramenti liturgici ortodossi derivano dall'abbigliamento utilizzato durante l'Impero Romano, e vengono utilizzati per contraddistinguere un ufficio o una funzione all'interno della Chiesa. Vista la forte visione allegorica e non simbolica sulle cose sacre da parte della Chiesa ortodossa, i colori hanno un'importanza relativa. La bellezza e la ricercatezza di questi paramenti simboleggiano il più amoroso ringraziamento al Signore che si è sacrificato per noi sulla Croce.

    La linea dei paramenti liturgici ortodossi completa la gamma dei prodotti per l'abbigliamento del clero. Questa linea si caratterizza per l'adesione alla visione della Chiesa Ortodossa che privilegia l'allegoria piuttosto che il simbolo, infatti le linee semplici ma preziose di questi paramenti ci ricordano tutto l'amore che nostro Signore ci ha donato con l'estremo sacrificio della Croce.

    I paramenti liturgici sono importantissimi in un rito dalla forte tradizione come quello ortodosso, nel quale ogni aspetto deve essere curato con la più meticolosa attenzione e scrupolosità. Per questo nulla può essere lasciato al caso. I paramenti liturgici del rito ortodosso riprendono le linee dell'abbigliamento che veniva utilizzato dai sacerdoti durante il periodo dell'Impero Romano d'Oriente. Si caratterizzano per un elevato uso del colore oro e per la ricercatezza dei ricami, oltre che per l'impiego di materiali di elevatissima qualità che garantiscono un comfort ideale per il sacerdote e una durata nel tempo (soprattutto per quel che riguarda la vivacità dei colori) ineguagliabile.

    I paramenti liturgici ortodossi si dividono in due stili distinti secondo il rito per il quale vengono utilizzati: i paramenti liturgici ortodossi russi e i paramenti ortodossi greci.

    1. I paramenti liturgici ortodossi russi hanno un aspetto più ricco rispetto a quelli greci, infatti i colori predominanti sono l'oro e il rosso. Il ricamo è fine e realizzato con filati preziosi di primissima qualità.
    2. I paramenti liturgici ortodossi greci hanno un aspetto più semplice, nel quale il bianco è il colore predominante accompagnato dall'oro delle broderie, anch'esse realizzate con un filato di qualità eccelsa che garantirà la sua brillantezza nel tempo.
  • CINGOLI
    I cingoli tipo seta rappresentano accessori religiosi che non possono mancare all'interno di qualsiasi complesso ecclesiastico. Essi vengono indossati da preti, sacerdoti, diaconi e accoliti e devono essere posti sul camice, all'altezza della vita.

    I cingoli sono indispensabili in ogni funzione liturgica grazie al loro forte impatto dal punto di vista puramente simbolico. Chi indossa il camice nel corso di una celebrazione non può non essere fornito di uno di questi oggetti. Il loro significato è molto forte, dato che essi ricordano gli Ebrei che ai loro tempi hanno mangiato l'agnello di Pasqua. I cingoli sono indossati anche dai devoti francescani e, in questa circostanza, costituiscono una perfetta sostituzione della più classica delle cinture. La parte conclusiva di tale accessorio deve essere allineata ai fianchi con il massimo della precisione per fare in modo che lo stesso venga indossato nella maniera migliore. Può essere rimosso soltanto se il camice arriva già di per sé fino ai fianchi.

    Nel corso degli ultimi anni, si sono diffusi sempre di più i modelli di cingoli tipo seta. Essi sono disponibili nei negozi di settori in tutti e quattro i colori liturgici: bianco, verde, rosso e viola:
    • Il bianco viene utilizzato nel periodo di Pasqua, durante il battesimo e il matrimonio.
    • Il verde è riservato alle messe del tempo ordinario.
    • Il rosso serve per la Domenica delle Palme, la Pentecoste, il Venerdì Santo e la Santa Cresima.
    • Infine, il viola viene utilizzato durante la Quaresima e il periodo dell'Avvento. A tali colorazioni può essere abbinato l'oro.

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